Tutta colpa di Robben di Nicola Tanno

La sera dell’11 luglio del 2010 si svolge la finale del Campionato del Mondo di calcio tra Olanda e Spagna. Gli occhi di mezzo pianeta sono puntati su schermi più o meno grandi che immortalano le gesta dei 22 giocatori in quello che è l’evento del calcio per eccellenza. Dopo circa un’ora dal fischio d’inizio Arjen Robben, il talentuoso attaccante della nazionale olandese, si trova solo davanti al portiere avversario e ha sui piedi l’occasione d’oro per mandare in estasi la propria nazione. Ma da qualche parte è scritto che quello non deve essere l’anno di Robben, già uscito sconfitto dalla finale di Champions di maggio contro l’Inter di Mourinho, e il pallone, facile facile da mettere dentro, viene deviato col piede dall’estremo spagnolo.

La legge del calcio recita che a gol sbagliato, come una reazione uguale e contraria, segue il gol subito e così succede per l’ennesima volta, con la Spagna che di lì a poco passa in vantaggio con Iniesta e chiude la pratica sull’uno a zero finale che consegna per la prima volta nella storia la Coppa del mondo nelle mani della nazionale iberica. La Spagna intera può festeggiare, così milioni di persone si riversano in strada e nelle piazze coi vessilli a bande gialle e rosse in una notte di gioia che sembra non voler finire mai. Tra quei milioni di cittadini festanti c’è anche un italiano: è Nicola Tanno, 24 anni, molisano.

Spinto da una scelta del cuore e convinto, come molti altri italiani, che la Spagna di Zapatero possa essere l’approdo naturale per chi non ne può più di vivere nell’Italia edulcolorata di Berlusconi, Nicola si è trasferito a Barcellona da pochi mesi e vuole riprendere dal vivo per il suo blog i festeggiamenti di una nazione intera dopo aver vissuto a sua volta la vittoria della nostra nazionale nel 2006. Ciò che non si aspetta, Nicola, è che in quella sera di festa ci rimetterà un occhio per colpa di un proiettile di gomma sparato da un agente dei Mossos d’Esquadra, la famigerata polizia autonoma catalana scesa in strada a presidiare la festa.

Il gol sbagliato da Robben diventa allora lo “Sliding doors” di Nicola, l’attimo da cui dipende il corso della sua vita, e la colpa del giocatore dà il titolo a un libro uscito ad aprile per le Edizioni Ensemble, in cui Nicola narra la sua incredibile vicenda e racconta gli sviluppi seguenti all’incidente che lo hanno portato a fondare “Stop Bales de Goma”, un’associazione che si batte per eliminare questo tipo di arma che negli anni ha causato lo stesso incidente in più di venti casi documentati, lasciando danni irreparabili a chi ci si è trovato, volente o nolente, a contatto.

Tutta colpa di Robben è dunque il diario di due anni di una vita che da quel giorno, per forza di cose, non può essere più la stessa. Un diario e un libro di denuncia contro l’autorità incontrollata dei Mossos d’Esquadra che si nutrono della tolleranza e dell’appoggio incondizionato del governo catalano; un esecutivo che non è mai andato oltre le dichiarazioni di facciata per provare ad assicurare le “teste calde” della polizia alla giustizia.

Un diario che ci racconta anche come la Spagna di Zapatero idealizzata ad isola felice da partiti e movimenti di sinistra da quest’altra parte del Mediterraneo, non sia stata altro che un abbaglio collettivo; una democrazia sociale sì capace di concedere ampi spazi di manovra in tema di diritti civili, ma allo stesso tempo portatrice di un’illusione di benessere che in realtà poggiava le basi solo su una bolla finanziaria e immobiliare che oggi relega la Spagna stessa al rango di paese in forte crisi.

Un diario lungo solo due anni che è in grado però di illustrare bene molte sfaccettature di quel senso dell’appartenenza tutto catalano della città Barcellona, capitale di una regione che sempre di più spinge verso l’indipendenza dal governo di Madrid e un libro che, in definitiva, serve per continuare a chiedere giustizia e per divulgare anche nel nostro paese, dove per molto tempo non ha trovato la giusta risonanza, la storia di un italiano che ha perso un occhio senza motivo.

Un libro da leggere allora per saperne qualcosa in più anche se, e ci dispiace dirlo, necessiterebbe di una seria rilavorazione a livello di editing e di correzione delle bozze, tante sono le problematiche all’interno di un’edizione che sotto questo punta di vista non può dirsi certo riuscita.

Nicola Tanno, Tutta colpa di Robben, Edizioni Ensemble, Roma 2012

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