L’autunno caldo dell’editoria romana. Cinque fiere in un mese posson bastare?

Letterature popolari e di viaggio, feste della parola, editoria sociale e mal di libri. L’autunno romano si scopre denso di iniziative più o meno indipendenti che (ri)mettono il libro e le storie al centro dell’attenzione, seguendo una tendenza ormai segnata dai tanti eventi organizzati in tutto il vecchio stivale. Così tra settembre e ottobre solo il quadrante est della capitale, ad esempio, è stato e sarà denso luogo di incontri, dibattiti e feste che puntano a raccogliere il meglio della piccola editoria, soprattutto quella della capitale. Il Flep!, il festival delle letterature popolari ospitato al Parco Meda e organizzato dal collettivo TerraNullius, ha appena chiuso i battenti che già ecco pronto Logos, secondo festival della parola in programma come l’anno scorso all’ex Snia di via Prenestina dall’11 al 14 ottobre e che sarà seguito, il week end successivo, dalla seconda edizione di Mal di libri, che quest’anno esce invece dalle mura del Forte Fanfulla per farsi accogliere dall’isola pedonale del Pigneto e dai suoi locali, chiamati ad adottare un editore per un giorno, per una festa da consumarsi a cielo semi-aperto tra un aperitivo e l’altro. Un tris di eventi a cui va aggiunta la quarta edizione del Salone dell’editoria Sociale, in programma proprio gli stessi giorni di Mal di libri negli spazi di Porta Futura al Testaccio e il Festival delle letteratura di viaggio, già conclusosi nei giorni scorsi.

Una serie di eventi, in generale, che dimostra ancora una volta quel bisogno – di scrittori, editori e pubblico – di ritrovarsi in piazze aperte, o fiere al chiuso, per tornare a poter condividere la letteratura e le storie allontanandosi dagli scaffali di biblioteche e librerie e utilizzando nuove forme di promozione e/o fruizione. È quel “festival continuo” di cui parlava qualche settimana fa Giuseppe Genna sul Corriere, approdo auspicato e necessario per sostituire l’incontro in libreria con altri tipi di incontri che servano a integrare anche l’abbandono delle comunità virtuali, sempre meno incisive, almeno in Italia, nell’influenzare il dibattito letterario. Ben venga dunque qualsiasi tipo di iniziativa utile a stimolare idee, percorsi e dibattiti, ma viene da chiedersi se nello specifico la capitale – interessata a dicembre anche dalla sorella maggiore delle fiere della piccola e media editoria Più libri, più liberi – non stia vivendo in questi giorni, oltre a un indubbio e positivo fermento, un periodo di “sovraffollamento” che rischia di togliere pubblico all’una o all’altra manifestazione vista la concomitanza degli eventi e l’impossibilità, per forza di cose, di assicurare sempre la presenza di una grossa varietà di editori oltre a quelli romani.

Insomma, gli addetti ai lavori avranno certo il loro bel da fare a seguire le diverse iniziative, che hanno dimostrato comunque di avere ognuna una propria progettualità e allo stesso tempo di volersi inserirsi in contesti urbani differenti e solitamente deputati ad altro, ma può bastare tutto ciò a rendere ogni evento unico e irripetibile soprattutto per gli editori che in queste occasioni non sempre riscuotono il riscontro che sperano a livello di vendite? Ed è auspicabile poter pensare a una miglior calendarizzazione degli eventi o questo periodo, dopo la pausa estiva e a debita distanza proprio da Più libri, più liberi, è l’unico spazio temporale utile? Domande magari senza una risposta che possa essere la definitiva e a cui solo i lettori potranno dare il giusto feedback assicurando o meno la propria presenza, ma qualche dubbio sul fatto che gli stessi lettori (sperando ne siano rimasti tanti) possano essere fagocitati da questo surplus di informazioni ci rimane e non escludiamo affatto che durante questo “autunno caldo” tutto romano qualcuno decida alla fine dei conti di non essere poi così presenzialista e preferisca mettersi comodo in poltrona, solo dopo aver disattivato le notifiche degli eventi su facebook ovviamente, a leggere un buon libro comprato magari su una bancarella dell’usato.

Per tutti gli altri invece qui, qui e qui, si possono trovare i programmi delle prossime iniziative. Noi abbiamo pensato bene di segnarle sulla nostra agenda.

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