“La Lettura” anche Il Corriere approfondisce nel weekend

Da domenica 13 novembre esce in edicola “La Lettura”, nuovo inserto culturale, stavolta in allegato con Il Corriere della Sera, che va ad aggiungersi alle altre proposte editoriali per arricchire i quotidiani nazionali nel fine settimana. Da tanto mancava a una testata come quella di via Solferino un approfondimento sul panorama culturale, con presenza sovrana della letteratura piuttosto che delle arti visive, e il titolo rende omaggio (è sempre d’uso dare ai nuovi nati il nome dei nonni) al periodico mensile pubblicato proprio dal Corriere durante la prima metà del Novecento. Qui finiscono le similitudini.
“La Lettura” ha mire di una certa notevolezza, ma molto meno alte del “Domenicale” del Sole 24 Ore, o di “Alias”, è di certo più completo, meno frammentario e marchettaro di “Cult” di Repubblica, meno capillare di “Tuttolibri” e presenta un progetto editoriale più strutturato dell’altro nascituro del 2011, “Saturno” (solo per citare gli allegati culturali di fama meno settoriale).
Colpisce la scelta per l’immagine di prima pagina – un’opera del cinese Ai Weiwei – sia per l’intensità del volto ritratto sia perché l’immagine di un uomo incatenato alla sua sedia che ci guarda da quella che sembrerebbe essere una cella soddisfa la possibilità di diverse interpretazioni sul capire perché dia il volto all’inserto, e il saper creare movimento è comunque elogiabile in sé.
I contenuti della prima uscita sono racchiusi in quarantotto dense pagine di recensioni, percorsi di lettura (anche piuttosto forzati), reportage ecc. In apertura alcune proposte di Federico Fubini e Danilo Taino per abbattere la gerontocrazia con proposte alternative sul sistema elettorale nazionale; poi scienza e teologia, critica letteraria, classifiche di vendita, la sezione dedicata all’arte visiva, le mostre, la monografia su un personaggio scelto. Il menu di rito. Nell’ultima sezione (“Percorsi”) troviamo anche i nomi che hanno sostato a lungo nelle classifiche letterarie: Silvia Avallone parla di cosa ha influenzato la sua crescita culturale, Gian Antonio Stella si occupa del patrimonio italiano smembrato dall’abusivismo, Claudio Magris descrive la biografia di Hugo Sonnenschein, poi, ancora, la traduzione di un testo inedito di William Trevor e (perché mi sembra già visto?) i “Quaderni ucraini” di Igort.
Presenza immancabile, per ogni pubblicazione che si occupi di arte, cultura e mercato, è l’articolo dedicato a facebook e alle tecnologie digitali associate all’identità nell’epoca della sua moltiplicazione oltre che la creazione di una community online per i lettori della testata.
Non c’è voluto molto perché alcuni degli articoli di opinione trovassero la critica che, non si può non dirlo, meritano; il primo è stato Francesco Forlani su Nazione Indiana.
E non c’era neanche pericolo che, trattandosi di un inserto domenicale, “La Lettura” si sbilanciasse troppo in là rispetto ai discorsi di un universo culturale che è nella quotidianità; ma, facendo riferimento all’aspetto e alla validità di alcune firme, non lascia neanche insoddisfatti e ha la qualità di presentare articoli abbastanza lunghi da riuscire a sviluppare un discorso e portarlo soddisfacentemente avanti.
Valevole di nota (per il consiglio) un articolo di Aldo Busi a presentazione della nuova esposizione di Ileana Florescu “Lunatic”, visitabile alla Galleria il Ponte Contemporanea di Roma da giovedì 17 novembre.

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