Buon compleanno Malcolm

Se era così che io percepivo il prurito noioso del conformismo, per Mal doveva essere un’agonia che non poteva prolungare. Stavamo solo aspettando che il bisogno di grattarci diventasse troppo forte per resistervi.

Malcolm Ede ha venticinque anni quando decide di mettersi a letto. Stanco e impaurito da una vita al verbo infinito (“risparmiare, pagare, fare figli, lavorare”), da quella posizione non si sposterà più.
La sua scelta cambia per forza di cose gli equilibri familiari, da quel giorno pensati in funzione delle sue esigenze e ribaltati a causa di ciò che succede attorno a lui: il richiamo mediatico, la sua ex che per stargli vicino pianta la tenda nel giardino di casa sua, la roulotte in cui sono costretti a trasferirsi i genitori per far spazio dentro casa alla sua mole crescente…
Dietro questa idea originale e questa famiglia sgangherata c’è il talento di David Whitehouse, che colpisce e ammalia, dimostrando capacità e intuizioni che gli sono valsi anche il premio come miglior opera prima per la narrativa inedita al “To hell with Prizes”.
Ora Buon compleanno Malcolm arriva in Italia, edito da ISBN, e ci regala il suo linguaggio diretto e risoluto, pungente, che non disdegna però di sciogliersi spesso e volentieri attraverso il fantasioso e numeroso utilizzo di articolate metafore.
Whitehouse dimostra così di saper giocare con la scrittura, alternando il registro come su un’altalena e stimolando il lettore con una storia originale, affascinante e allo stesso tempo piena di sentimento. Ogni capitolo un flash, in un susseguirsi di istantanee che ripercorrono a ritroso nel tempo le vicende di tutta la famiglia attraverso la voce narrante del fratello di Mal (personaggio di cui non sembra necessario conoscere il nome) che guida il lettore nella storia con passione e autorevolezza oltrepassando i limiti del suo ruolo di spalla del protagonista, il quale calamita attorno a sé l’attenzione di tutti i presenti.
Quella di Malcolm è una scelta che sa di egoismo e frustrazione, ma che solo apparentemente distrugge, visto il nuovo senso che la vita di ognuno dei protagonisti assume ogni giorno che lui passa nella propria stanza protetto dal mondo esterno. Così, se da un lato Mal rinuncia a confrontarsi con la triste quotidianità, è comunque in grado, a modo suo, di donare agli altri qualcosa di speciale, regalando a ognuno una nuova chance per riabilitare le proprie memorie e i propri percorsi; con la madre che può finalmente dedicarsi tout court alla cura del figlio nutrendolo morbosamente; il padre, uno che sa cosa vuol dire “sgobbare”, a cui torna la forza e la speranza in grado di fargli dimenticare un grave incidente sul lavoro di cui si sente responsabile e il fratello a cui viene fatto, indirettamente, il dono più grande: l’amore della bella Lou.
E se tutto questo non gli basterà certo a cambiare il mondo come avrebbe voluto, per Malcolm Ede sarà comunque stata l’occasione di dare e di darsi un senso, la maniera per trovare finalmente una via di fuga, il modo per ribellarsi ai soliti canoni e alle ristrettezze di una vita da gregario a cui la società lo ha relegato, destino condiviso con un’intera generazione… e allora: buon compleanno, Malcolm!

David Whitehouse, Buon compleanno Malcolm, ISBN, Milano 2011

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