Quando parla Gaber. A lezione di pensiero dal Signor G.

Buio. Un palco spoglio. Dietro il fondale bianco si accendono le luci, compaiono le sagome di alcuni musicisti, iniziano a suonare. Al di qua dello schermo chiaro un’ombra. Una figura lunga e ossuta, l’anatomia di un quindicenne (di quelli che nei libri si descrivono come cresciuti troppo in fretta) che sembra venuto su in una notte per la difficoltà con cui gestisce il movimento a scatti degli arti incontrollati sulla chitarra, che si spingono in avanti a cercare il microfono. Poi le luci frontali si accendono e illuminano interamente il palco: è Giorgio Gaber, decisamente con più anni che quindici. Finalmente inizia a cantare e ciò che dice ha il sapore delle convinzioni di chi è nato prima degli anni Settanta, dopo la guerra. Una frattura, Gaber. Una secchiata sugli schermi sporchi delle nostre percezioni.
Le parole del Signor G. arrivano come la schiuma che, ben al di là di un semplice shampoo, ci lava le orecchie.
Il momento migliore per ascoltare le sue canzoni è nel periodo della campagna elettorale; lo vedo, come Benjamin Malaussène, educare il proprio cane a fare la pipì sui manifesti elettorali, con la differenza che lui lo obbligherebbe a non applicare selezioni: un’urinata democratica su tutti i colori della democrazia.
Questo è il Gaber sul palco, poi (ma prima, durante, dentro) ci sono le sue riflessioni. Chiarelettere le ha raccolte, in parte, nel suo secondo libro pubblicato sul cantautore: Quando parla Gaber, a cura di Guido Harari, sottotitolo Pensieri e provocazioni per l’Italia di oggi. Un insieme estrapolato da discorsi, interviste, riflessioni sull’Italia, sulla nostra società, su noi stessi. Ridondante parlare dell’attualità e della violenza di parole calibrate e indignate che ci sfidano (da qualsiasi parte si stia) a non abbassare lo sguardo e a controllare il rossore delle guance. Gaber si legge, ma si ascolta soprattutto, non privatevi del piacere di farvi raccontare il pensiero dalla sua viva voce, di guardarne le esibizioni dal vivo dove le espressioni e le pause riempiono di significato i silenzi, e scoppia una risata risanatrice. (Fulvia Guerri)

Quando parla Gaber. Pensieri e provocazioni per l’Italia di oggi, a cura di G. Harari, Chiarelettere, Roma 2011, pp. 160, euro 12,00.

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