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		<title>Caro esordiente ti scrivo, così mi distraggo un po&#8217; meno</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 09:18:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Salustri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiano Armati]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Musso]]></category>
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		<description><![CDATA[Sarà vera o meno la leggenda tutta italiana che racconta di tre milioni di scrittori a fronte di un milione di lettori nel nostro paese, quello che si verifica quotidianamente sulle scrivanie degli editor di case editrici più o meno grandi è un vero stillicidio di fogli di carta, rilegati o meno, che crescono fino [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=irefusi.wordpress.com&amp;blog=16913483&amp;post=401&amp;subd=irefusi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://irefusi.files.wordpress.com/2012/02/cose-che-gli-aspiranti-scrittori-farebbero-meglio-a-non-fare-ma-che-invece-fanno.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-405" title="Cose che gli aspiranti scrittori farebbero meglio a non fare ma che invece fanno" src="http://irefusi.files.wordpress.com/2012/02/cose-che-gli-aspiranti-scrittori-farebbero-meglio-a-non-fare-ma-che-invece-fanno.jpg?w=98&#038;h=150" alt="" width="98" height="150" /></a>Sarà vera o meno la leggenda tutta italiana che racconta di tre milioni di scrittori a fronte di un milione di lettori nel nostro paese, quello che si verifica quotidianamente sulle scrivanie degli editor di case editrici più o meno grandi è un vero stillicidio di fogli di carta, rilegati o meno, che crescono fino a far scomparire il suddetto professionista dell&#8217;editoria dietro ad alte colonne di manoscritti che nemmeno Paolo Villaggio nell&#8217;interpretazione del suo ragionier Fantozzi renderebbe bene l&#8217;idea.<br />
Partendo da questo dato di fatto Cristiano Armati – già editor per Coniglio, Newton e Castelvecchi – ha costruito il suo ultimo libro: <em><a href="http://giulioperroneditore.it/node/675" target="_blank">Cose che gli aspiranti scrittori farebbero meglio a non fare ma che invece fanno</a></em>, pubblicato a novembre da <a href="http://giulioperroneditore.it/" target="_blank">Giulio Perrone editore</a> e dedicato a tutti gli aspiranti autori più o meno avvezzi al mondo editoriale e comunque pronti quotidianamente a rivolgersi in massa agli editori per vedere realizzato il proprio sogno nel cassetto, lo stesso dove ovviamente hanno custodito anche il proprio manoscritto.<br />
Un libro, quello di Armati, che è un po&#8217; manuale e un po&#8217; diario di bordo, così che tra un consiglio, semiserio o meno, agli autori degli scrittodattili (come amava definirli il Benni di <em>Achille Pie Veloce</em>) l&#8217;autore racconta delle sue esperienze, della sua continua rincorsa al titolo in grado di fargli rinnovare il contratto per un altro anno e di tutti i rapporti intavoltati o meno con i rappresentanti della specialissima categoria degli &#8220;aspiranti scrittori&#8221;, sempre pronti a rincorrerlo per strada, a tempestarlo di mail o di messaggi sulla bacheca di facebook anche solo per dire: «Ti ho mandato una mail». Della serie “è uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare” insomma, con buona pace degli alberi tagliati per stampare innumerevoli pagine che rischiano continuamente di essere risucchiate nella grande ressa.<br />
Il tema, del resto, è molto sentito dall&#8217;altra parte della scrivania se anche Giulio Mozzi, decano talent scout e consigliere di molti aspiranti scrittori, qualche settimana fa, su Vibrisse, ha voluto dedicare un post proprio alla categoria, con <a href="http://vibrisse.wordpress.com/2011/08/05/suvvia-ecco-un-altro-decalogo-sullo-scrivere/#more-12061" target="_blank">un decalogo di norme</a> da non sottovalutare per non perdere il treno. E se in rete non mancano decine di siti e forum in grado di illuminare i novelli scrittori sulla lunga trafila da seguire per aspirare a una pubblicazione che non sia a pagamento anche l&#8217;editoria di vecchio stampo si dedica all&#8217;argomento con sempre maggior interesse.<br />
<a href="http://irefusi.files.wordpress.com/2012/02/voglio-fare-lo-scrittore.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-406" title="voglio fare lo scrittore" src="http://irefusi.files.wordpress.com/2012/02/voglio-fare-lo-scrittore.jpg?w=115&#038;h=150" alt="" width="115" height="150" /></a>Noi, per chi avesse tempo e modo di scovarlo, vi consigliamo anche un altro interessante libro sull&#8217;argomento, firmato nel 2007 da <a href="http://www.davidemusso.com/" target="_blank">Davide Musso</a> e pubblicato da <a href="http://libri.terre.it/libri/collana/22/libro/179/Voglio-fare-lo-scrittore" target="_blank">Terre di Mezzo</a>. Si tratta di <em>Voglio fare lo scrittore</em>, una raccolta di interviste a 10 editor e agenti letterari (tra cui lo stesso Giulio Mozzi) che se non basterà certo a portare nell&#8217;olimpo degli scaffali il proprio manoscritto, potrà comunque spiegare meglio quali e quanti sono i passi da compiere al meglio per provarci&#8230; Insomma, sarà pur vero che in un libro conta la sostanza, ma voi tutti aspiranti “Fabio Volo”, sappiate che anche la forma, in più di un caso, è in grado di fare la differenza.</p>
<p>Ps. Siete liberi di considerare questo post già obsoleto a livello di “spicciola” attualità, e questo perché mentre veniva scritto, mi è arrivata notizia che proprio grazie alla collaborazione dei già citati Giulio Mozzi e Terre di Mezzo, a metà marzo uscirà per l’editrice milanese un piccolo tascabile dal titolo: <em><a href="http://vibrisse.wordpress.com/2012/02/14/prossimamente/?ref=nf" target="_blank">Consigli tascabili per aspiranti scrittori</a></em>… Come dicevamo? Ah sì, ci sono tre milioni di scrittori e un milione di lettori…</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/irefusi.wordpress.com/401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/irefusi.wordpress.com/401/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/irefusi.wordpress.com/401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/irefusi.wordpress.com/401/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/irefusi.wordpress.com/401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/irefusi.wordpress.com/401/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/irefusi.wordpress.com/401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/irefusi.wordpress.com/401/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/irefusi.wordpress.com/401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/irefusi.wordpress.com/401/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/irefusi.wordpress.com/401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/irefusi.wordpress.com/401/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/irefusi.wordpress.com/401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/irefusi.wordpress.com/401/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=irefusi.wordpress.com&amp;blog=16913483&amp;post=401&amp;subd=irefusi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;La Lettura&#8221; anche Il Corriere  approfondisce nel weekend</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 10:57:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvia Guerri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://irefusi.files.wordpress.com/2011/11/001eac36_medium.jpeg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-367" title="001eac36_medium" src="http://irefusi.files.wordpress.com/2011/11/001eac36_medium.jpeg?w=104&#038;h=150" alt="" width="104" height="150" /></a>Da domenica 13 novembre esce in edicola “La Lettura”, nuovo inserto culturale, stavolta in allegato con <em>Il</em> <em>Corriere della Ser</em>a, che va ad aggiungersi alle altre proposte editoriali per arricchire i quotidiani nazionali nel fine settimana. Da tanto mancava a una testata come quella di via Solferino un approfondimento sul panorama culturale, con presenza sovrana della letteratura piuttosto che delle arti visive, e il titolo rende omaggio (è sempre d’uso dare ai nuovi nati il nome dei nonni) al periodico mensile pubblicato proprio dal Corriere durante la prima metà del Novecento. Qui finiscono le similitudini.<br />
“La Lettura” ha mire di una certa notevolezza, ma molto meno alte del “Domenicale” del <em>Sole 24 Ore</em>, o di “Alias”, è di certo più completo, meno frammentario e marchettaro di “Cult” di <em>Repubblica</em>, meno capillare di “Tuttolibri” e presenta un progetto editoriale più strutturato dell’altro nascituro del 2011, “Saturno” (solo per citare gli allegati culturali di fama meno settoriale).<br />
Colpisce la scelta per l’immagine di prima pagina – un’opera del cinese Ai Weiwei – sia per l’intensità del volto ritratto sia perché l’immagine di un uomo incatenato alla sua sedia che ci guarda da quella che sembrerebbe essere una cella soddisfa la possibilità di diverse interpretazioni sul capire perché dia il volto all’inserto, e il saper creare movimento è comunque elogiabile in sé.<br />
I contenuti della prima uscita sono racchiusi in quarantotto dense pagine di recensioni, percorsi di lettura (anche piuttosto forzati), reportage ecc. In apertura alcune proposte di Federico Fubini e Danilo Taino per abbattere la gerontocrazia con proposte alternative sul sistema elettorale nazionale; poi scienza e teologia, critica letteraria, classifiche di vendita, la sezione dedicata all’arte visiva, le mostre, la monografia su un personaggio scelto. Il menu di rito. Nell’ultima sezione (“Percorsi”) troviamo anche i nomi che hanno sostato a lungo nelle classifiche letterarie: Silvia Avallone parla di cosa ha influenzato la sua crescita culturale, Gian Antonio Stella si occupa del patrimonio italiano smembrato dall’abusivismo, Claudio Magris descrive la biografia di Hugo Sonnenschein, poi, ancora, la traduzione di un testo inedito di William Trevor e (perché mi sembra già visto?) i “Quaderni ucraini” di Igort.<br />
Presenza immancabile, per ogni pubblicazione che si occupi di arte, cultura e mercato, è l’articolo dedicato a facebook e alle tecnologie digitali associate all’identità nell’epoca della sua moltiplicazione oltre che la creazione di una <a href="http://lettura.corriere.it/news/benvenuti-nel-club-della-lettura/">community online per i lettori della testata</a>.<br />
Non c’è voluto molto perché alcuni degli articoli di opinione trovassero la critica che, non si può non dirlo, meritano; il primo è stato <a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/11/15/lindivia-degli-scrittori-note-sul-nuovo-supplemento-letterario-del-corriere/">Francesco Forlani su Nazione Indiana</a>.<br />
E non c’era neanche pericolo che, trattandosi di un inserto domenicale, “La Lettura” si sbilanciasse troppo in là rispetto ai discorsi di un universo culturale che è nella quotidianità; ma, facendo riferimento all’aspetto e alla validità di alcune firme, non lascia neanche insoddisfatti e ha la qualità di presentare articoli abbastanza lunghi da riuscire a sviluppare un discorso e portarlo soddisfacentemente avanti.<br />
Valevole di nota (per il consiglio) un articolo di Aldo Busi a presentazione della nuova esposizione di Ileana Florescu “Lunatic”, visitabile alla Galleria il Ponte Contemporanea di Roma da giovedì 17 novembre.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/irefusi.wordpress.com/366/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/irefusi.wordpress.com/366/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/irefusi.wordpress.com/366/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/irefusi.wordpress.com/366/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/irefusi.wordpress.com/366/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/irefusi.wordpress.com/366/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/irefusi.wordpress.com/366/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/irefusi.wordpress.com/366/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/irefusi.wordpress.com/366/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/irefusi.wordpress.com/366/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/irefusi.wordpress.com/366/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/irefusi.wordpress.com/366/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/irefusi.wordpress.com/366/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/irefusi.wordpress.com/366/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=irefusi.wordpress.com&amp;blog=16913483&amp;post=366&amp;subd=irefusi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Giornalismo: il paradosso dei precari che scrivono di precarietà</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 10:29:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>irefusi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Volevo fare la bidella]]></category>
		<category><![CDATA[Carta di Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti precari]]></category>
		<category><![CDATA[Radio Città Fujiko]]></category>
		<category><![CDATA[Smascheriamo gli editori]]></category>

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		<description><![CDATA[Inizio con un’affermazione provocatoria: forse anche i giornalisti stessi sono responsabili della precarietà che è diventata caratteristica principale del settore. Certo, sono anche i principali responsabili della redazione dei contenuti: senza i precari, che prendono nella maggior parte dei casi compensi da fame, nessuno potrebbe leggere i giornali o seguire i notiziari. Ma i giornalisti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=irefusi.wordpress.com&amp;blog=16913483&amp;post=358&amp;subd=irefusi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Inizio con un’affermazione provocatoria: <strong>forse anche i giornalisti stessi sono responsabili della precarietà</strong> che è diventata caratteristica principale del settore. Certo, sono anche i principali responsabili della redazione dei contenuti: <strong>senza i precari, che prendono nella maggior parte dei casi compensi da fame, nessuno potrebbe leggere i giornali o seguire i notiziari</strong>. Ma i giornalisti precari non smetteranno mai di fare il loro lavoro, nonostante tutto. Non so se per dedizione alla causa o abnegazione verso un mestiere che sta probabilmente attraversando una delle crisi più forti della sua storia. (E all’interno di questa crisi esplodono pure i <a href="http://festinalente.ztl.eu/2011/10/20/tra-giornalismo-e-tweet-contenuti-internet-e-il-senso-del-mestiere/">dubbi personali</a>.)</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Perché si continua ad accettare di lavorare a queste condizioni?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Ma andiamo con ordine. Questa mia riflessione nasce da un <a href="http://www.radiocittafujiko.it/due-euro-ad-articolo-pagare-per-fare-i-giornalisti">servizio realizzato per Radio Città Fujiko in cui si parla proprio di precarietà nel giornalismo, </a><a href="https://twitter.com/#!/jumpinshark/statuses/128752560889798656">segnalato su Twitter da jumpinshark</a>, a cui ho fatto notare <strong>il paradosso dei precari che scrivono di precarietà</strong>, che potrebbe diventare quasi un nuovo genere letterario, come suggeriva lo stesso <a href="http://jumpinshark.blogspot.com/">jumpinshark</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Continuando la discussione su Twitter, sono emersi parecchi problemi, tutti più o meno noti, ma ciò che mi colpisce è che sono tanti <strong>i giornalisti che scrivono di precarietà, in qualche modo rimuovendo la questione, allontanandola da se stessi</strong>, come se fosse un problema che non li riguarda. Inoltre, tante volte si denuncia la precarietà nel settore, ma fare i nomi è sempre difficile. A <em>Presa diretta</em> hanno recentemente compiuto un’azione onesta, sottolineando la precarietà di chi aveva realizzato i servizi. La ricerca<a href="http://www.odg.it/content/%E2%80%9Csmascheriamo-gli-editori%E2%80%9D-una-legge-toglier%C3%A0-le-provvidenze-chi-sfrutta-i-giornalisti-0"> <em>Smascheriamo gli editori</em></a> ha raccolto una serie di dati sui compensi nelle varie redazioni e forse non ha trovato la dovuta attenzione e non ha suscitato abbastanza rabbia. Ma quei numeri parlano da soli e, in ogni caso, il lavoro non è di certo completo.</p>
<p style="text-align:justify;">Ogni articolo che parla di precarietà scritto da un giornalista precario dovrebbe iniziare con la frase: «Per realizzare questo articolo ho guadagnato x euro» (o, meglio, «guadagnerò», perché la puntualità nei pagamenti è un altro problema diffuso). Ovviamente non è possibile, perché una frase del genere non arriverebbe mai alla pubblicazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Non che questo possa risollevare la situazione dei tanti collaboratori e freelance italiani. Per fare questo servono soprattutto <strong>iniziative come quella della <a href="http://precariato.odg.it/" target="_blank">Carta di Firenze</a></strong>. Ma bisogna anche <strong>cacciare via i timori delle conseguenze, la paura che blocca tutti</strong>, che porta a fare un servizio sulla precarietà da precari (senza poterlo dire), che ha portato chi cerca di stare dentro questo settore a vivere una guerra tra poveri, nella quale se io rifiuto una collaborazione perché pagata troppo poco, c’è subito qualcuno pronto a non lasciarsi sfuggire l’occasione. E probabilmente <strong>la lista di coloro che possono permettersi di lavorare anche gratis è ancora lunga</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La precarietà nel giornalismo è un corto circuito in sé</strong>, un’impasse, perché <a href="http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=2956&amp;fromRaggrDet=10" target="_blank">i giornali stessi oscurano i precari che li tengono in piedi</a>. Quindi ben venga che se ne parli, ma bisogna provare a osare di più, a colpire più a fondo. Perché lavorare come freelance potrebbe davvero essere il modo migliore per svolgere questa professione ma non se è un gioco al massacro.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>In Italia il giornalismo è in agonia</strong> e le ragioni sono tante: la precarietà, il sostanziale <strong>monopolio televisivo</strong> sul mercato pubblicitario, la questione dei <strong>finanziamenti pubblici all’editoria</strong> che distorce ulteriormente il settore, <strong>la difficoltà tutta italiana nell’alfabetizzazione informatica</strong> che riguarda troppo spesso anche i giornalisti e l’informazione. Ma se la scossa non viene da quelli che tengono in piedi tutto questo sistema, be’, allora il giornalismo italiano resterà in agonia ancora per parecchio tempo.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Credits:<a href="https://twitter.com/#!/jumpinshark" target="_blank"> jumpinshark</a> per la segnalazione e lo spunto, <a href="https://twitter.com/#!/taipei8" target="_blank">taipei </a>per il confronto</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Da <a href="http://festinalente.ztl.eu/" target="_blank">Festina lente </a>di Roberto Laghi</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/irefusi.wordpress.com/358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/irefusi.wordpress.com/358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/irefusi.wordpress.com/358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/irefusi.wordpress.com/358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/irefusi.wordpress.com/358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/irefusi.wordpress.com/358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/irefusi.wordpress.com/358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/irefusi.wordpress.com/358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/irefusi.wordpress.com/358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/irefusi.wordpress.com/358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/irefusi.wordpress.com/358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/irefusi.wordpress.com/358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/irefusi.wordpress.com/358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/irefusi.wordpress.com/358/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=irefusi.wordpress.com&amp;blog=16913483&amp;post=358&amp;subd=irefusi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Sur, letteratura latinoamericana a distribuzione indipendente</title>
		<link>http://irefusi.wordpress.com/2011/10/26/sur-nuovo-marchio-editoriale-e-nuovo-modello-di-distribuzione/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 10:59:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Salustri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[César Aira]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Sabato]]></category>
		<category><![CDATA[Minimum Fax]]></category>
		<category><![CDATA[Rodolfo Fogwill]]></category>
		<category><![CDATA[Sur]]></category>

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		<description><![CDATA[Scoprire e riscoprire la letteratura latinoamericana attraverso la pubblicazione di autori di oggi, rilanciare i classici contemporanei e dare nuova linfa alla distribuzione attraverso un rapporto diretto e di fiducia con i librai, soprattutto quelli indipendenti; sono questi gli intenti e gli obiettivi di Sur, il nuovo marchio editoriale nato come costola di Minimum Fax, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=irefusi.wordpress.com&amp;blog=16913483&amp;post=349&amp;subd=irefusi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://irefusi.files.wordpress.com/2011/10/sabato_sur.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-350" title="Sabato_Sur" src="http://irefusi.files.wordpress.com/2011/10/sabato_sur.jpg?w=99&#038;h=150" alt="" width="99" height="150" /></a>Scoprire e riscoprire la letteratura latinoamericana attraverso la pubblicazione di autori di oggi, rilanciare i classici contemporanei e dare nuova linfa alla distribuzione attraverso un rapporto diretto e di fiducia con i librai, soprattutto quelli indipendenti; sono questi gli intenti e gli obiettivi di <a href="http://www.edizionisur.it/index.php" target="_blank">Sur</a>, il nuovo marchio editoriale nato come costola di <a href="http://www.minimumfax.com/" target="_blank">Minimum Fax</a>, che approda in libreria questa settimana con <a href="http://blog.edizionisur.it/da-sabato-a-sabato/" target="_blank">Da sabato a sabato</a>, una serie di iniziative ed eventi per l’uscita contemporanea dei suoi primi tre titoli: <em>Scene da una battaglia sotterranea</em> di Rodolfo Fogwill, <em>I fantasmi</em> di César Aira e <em>Prima della fine</em>, l’autobiografia “centenaria” di Ernesto Sabato, l’intellettuale argentino scomparso lo scorso aprile.</p>
<p style="text-align:justify;">Che dalle parti di ponte Milvio ci sappiano fare non è certo un segreto e non c’è quindi da stupirsi che Sur arrivi all’appuntamento ben preparata, con un progetto grafico “caldo” ideato dagli <a href="http://www.falcinelliand.co/" target="_blank">stessi autori</a> delle grafiche Minimum e puntando fortemente su un modello di distribuzione orizzontale che intende saltare la dispendiosa filiera classica editore-distributore-grossista-libraio concentrandosi piuttosto sul colloquio diretto con le librerie, cui vengono proposte offerte e sconti proporzionali alla quantità di libri acquistati e alla scelta di rinunciare al diritto di resa.</p>
<p style="text-align:justify;">Sur, inoltre, punta alla fidelizzazione dei lettori che, in una sorta di mecenatismo del terzo millennio, potranno anche scegliere di cofinanziare la stampa di un libro singolo o sottoscrivere abbonamenti annuali, diventando così quegli “SponsorSur” che vedranno il proprio nome citato su ogni copia stampata. Tutto ciò, nelle intenzioni di Cassini &amp; co., per cercare di ridare il giusto spazio all’editoria di qualità, strangolata ormai da più versanti e da un sistema di vendita fatto su misura per i libri da “vetrina” venduti nei grandi centri commerciali.</p>
<p style="text-align:justify;">Una nuova sfida per il marchio simbolo dell’editoria romana dunque, che sembra già aver riscontrato l’interesse proprio di quelle librerie indipendenti – alle prese anch’esse con non pochi problemi legati alla grande distribuzione – sempre pronte ad accogliere tra i propri scaffali progetti e libri di qualità.</p>
<p style="text-align:justify;">E se il marketing e la comunicazione “alternativi” non dovessero bastare, c’è sempre da sperare che il contenuto riesca a emergere e ad avere la meglio, con l’occhio rivolto, in questo caso, a quella letteratura latinoamericana che torna a farsi spazio nelle nostre librerie, portandosi dietro i colori, le sfumature, le fasi storiche e le contraddizioni di tutto il continente.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/irefusi.wordpress.com/349/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/irefusi.wordpress.com/349/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/irefusi.wordpress.com/349/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/irefusi.wordpress.com/349/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/irefusi.wordpress.com/349/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/irefusi.wordpress.com/349/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/irefusi.wordpress.com/349/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/irefusi.wordpress.com/349/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/irefusi.wordpress.com/349/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/irefusi.wordpress.com/349/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/irefusi.wordpress.com/349/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/irefusi.wordpress.com/349/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/irefusi.wordpress.com/349/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/irefusi.wordpress.com/349/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=irefusi.wordpress.com&amp;blog=16913483&amp;post=349&amp;subd=irefusi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Sabato_Sur</media:title>
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		<title>Pronto Jobs? Mi senti?</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 09:27:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>irefusi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Volevo fare la bidella]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Sans Serif]]></category>
		<category><![CDATA[Steve Jobs]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal diario di una redattrice in panne – Estratto numero 2 Punto e a capo, puntini di sospensione, punti fermi che traballano e vite che si sgretolano con la lentezza inesorabile delle valanghe. Del perché l’editoria è finta. Qualche giorno fa è morto Steve Jobs. I social network si sono riempiti di mele a mezz’asta, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=irefusi.wordpress.com&amp;blog=16913483&amp;post=337&amp;subd=irefusi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong>Dal diario di una redattrice in panne – Estratto numero 2<br />
</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Punto e a capo, puntini di sospensione, punti fermi che traballano e vite che si sgretolano con la lentezza inesorabile delle valanghe.<br />
Del perché l’editoria è finta.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Qualche giorno fa è morto Steve Jobs. I social network si sono riempiti di mele a mezz’asta, “siamo il vecchio che avanza”, ho pensato: ho un nipote undicenne che usa autonomamente, e per sua personale scelta, Ubuntu.<br />
«<em>Stay hungry</em><em>, stay foolish!</em>», aveva detto papà Mac a dei giovani laureati da “sogno americano”, col cappello americano, lui, che allo studio aveva preferito vivere e creare. Abbiamo fame, questo è certo, e se perseveriamo così diabolicamente, di certo, le nostre rotelle non sono tutte al loro posto.</p>
<p style="text-align:justify;">Grazie Steve, per l’iPod, l’iPhone, l’iPad che non mi sono mai potuta permettere, ma grazie soprattutto per la dignità che hai dato, con quelle parole, a una condizione mentale ed esistenziale che siamo costretti a vivere. Grazie perché la tua storia è uno degli ultimi grandi esempi di comunione tra <em>téchne</em> e <em>physis</em>: forma e sostanza dell’arte. Contenuto e contenitore. Solidità e disciplina del genio. Cose che non esistono più, forse – paradosso – anche un po’ per colpa tua.</p>
<p style="text-align:justify;">Cosa c’entra Steve Jobs con l’editoria?<br />
C’entra, perché prima di inventare scatolette di design, il capo fondatore della Apple si era dedicato a qualcosa di minimo e concreto, come le lettere, quelle che compongono le parole con cui costruiamo i libri. (Ragazzi del settore, lo sapete cos’è un carattere Sans Serif? Se non lo sapete fatevi una ricerchina.) Poi c’entra perché siamo un branco di morti di fame, ma tutti digitiamo da candidi e costosi Mac, che montano processori Intel, ma fanno lo stesso tanto <em>life-style</em>.<br />
Allora, bella gente, vorrei partire da questo binomio forma/sostanza, che ormai suona come una dicotomia, riflettere e denunciare un po’ di fatti che non hanno a che vedere con il sistema che non paga, con gli stipendi che non arrivano: per questo, se avete nervi saldi, potete guardarvi in rete la replica di <em>Presa diretta </em>di domenica 2 ottobre, o telefonare a uno qualunque dei vostri indaffarati colleghi e chiedergli come ci si specializza in riscossione crediti.<br />
Quello che voglio dire ha a che fare con “noi” disperati manovali dell’editoria che ci compiacciamo un po’ troppo e che non siamo una categoria perché non vogliamo esserlo: facciamo quello che facciamo per puro e individuale narcisismo di forma. Guardiamoci allo specchio, piantiamola di vittimizzarci, chiediamoci se abbiamo scelto questa strada perché era la nostra o perché faceva tanto fico. Chiediamoci se siamo persone capaci.</p>
<p style="text-align:justify;"> Sono incazzata, Steve, molto incazzata, e danzo sul filo della follia. Perché mi avevano detto che la penna (la tastiera?) pesa più della zappa e fa più male della spada, ci ho creduto, ci ho investito, per poi accorgermi che era una stronzata grossa come il mondo, che per cambiare le cose forse bisogna iniziare a spaccarle sul serio. C’è chi si è fatto il culo e rovinati gli occhi, per rendersi conto di essere circondato da semianalfabeti che pretendono di “fare cultura”, ma quella penna non la sanno usare, nemmeno la tua tastiera, sanno solo garrire. Siamo circondati di parole inutili (comprese queste?) che non servono proprio a niente.<br />
Allora, esemplifico. Tutti o quasi abbiamo Facebook, presumo che le nostre liste di finti amici pullulino di case editrici. Dateci un’occhiata, ci troverete nell’ordine: giorni della settimana scritti senza accento finale, stessa cosa si dica per il “sì” (parola italiana usata per comunicare risposta positiva), moltiplicazione di puntini di sospensione che diventano quattro al posto di tre, perché meglio abbondanti che deficienti, ops… deficitari, virgole tra soggetti e verbi, per non parlare di banali errori di battitura, che l’interfaccia permette ovviamente di correggere, se non correggi è perché pensi che vada bene così&#8230; Quando eravamo a scuola noi, la Gelmini schitarrava canti religiosi all’ACR, è nostra o è di Berlusconi la colpa di tanta ignoranza?</p>
<p style="text-align:justify;">Pronto? Ci siete? Si distruggono indispensabili foreste per fare libri (che nella maggior parte dei casi sono superflui), quelle pagine virtuali aggiornate dagli iPhone sarebbero lo specchio di qualcosa che dovrebbe essere “culturale”? Di cosa cazzo stiamo parlando? Ritornate alle elementari. Compratevi una grammatica prima di lamentarvi che a stare seduti tutto il giorno fa tanto male la schiena, oppure provate a fare i camerieri per un paio di sere, presuntuosi figli di papà del cazzo, ce l’avete una sostanza? Ce l’abbiamo?<br />
È con questa massa di idioti finto-patinati che dovrei identificarmi, che dovrei combattere una battaglia che non sia solo per la MIA personale sopravvivenza?</p>
<p style="text-align:justify;">Poi conosco anche persone in gamba davvero, persone piene di idee, persone che sanno ancora che per scrivere occorre la sintassi e che hanno fatto chilometri per arrivare fin qua, a fatica, senza calci nel culo, che sono brave a fare quel che fanno, ma non gliene frega niente a nessuno. Persone che mentre parlano dicono cose, non muovono solo l’aria. Persone che ammiro e che sono costrette a mollare, perché i posti di lavoro, quei pochi che ci sono, sono occupati dai suddetti ignoranti che invece, molto spesso, non sanno fare niente di niente. Il perché mi risulta misterioso.<br />
Esistono persone che continuano a gestire siti come questo, e come altri, per passione pura, autogestendo la loro fantasia e la loro fame. Matti, incoscienti! E persone che lavorano senza esibirsi, stando zitte, se l’alternativa è parlare di cose che non sanno. Tasto per tasto, come formiche, non pavoneggiandosi come cicale e come cicale cicaleggiando. Persone che non hanno scelto di fare questo mestiere perché amavano i brunch di lavoro, ma perché ci credevano sul serio, a partire dal “come si fa”. Queste persone qua, però, sono sempre le ultime di qualche lista.</p>
<p style="text-align:justify;">Allora Steve, siamo incazzati e siamo folli, nostro malgrado. La maggior parte di noi ha voluto possedere uno dei tuoi bei Mac senza sapere cosa fosse un Sans Serif: il pressappochismo è il male del secolo, in tutti gli ambiti del nostro essere e sentire. L’editoria è pressappochismo, rumore di specchi su cui la gente si arrampica a suon di avverbi. Pleonasmo di pleonasmo. E siamo troppi. E siamo, ammettiamolo, ignoranti, nella tecnica e nell’uso della parola. Allora vorrei fare come te, ritirarmi dalla ressa e chiudermi in un garage; smetterla di parlarmi addosso e inventare un modo innovativo per FARE qualcosa, e cominciare, magari, a coltivare piante, per risarcire i boschi, anziché sogni affollati di parole vuoto a perdere.</p>
<p style="text-align:justify;">
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/irefusi.wordpress.com/337/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/irefusi.wordpress.com/337/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/irefusi.wordpress.com/337/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/irefusi.wordpress.com/337/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/irefusi.wordpress.com/337/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/irefusi.wordpress.com/337/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/irefusi.wordpress.com/337/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/irefusi.wordpress.com/337/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/irefusi.wordpress.com/337/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/irefusi.wordpress.com/337/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/irefusi.wordpress.com/337/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/irefusi.wordpress.com/337/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/irefusi.wordpress.com/337/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/irefusi.wordpress.com/337/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=irefusi.wordpress.com&amp;blog=16913483&amp;post=337&amp;subd=irefusi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Spazi aperti per le parole</title>
		<link>http://irefusi.wordpress.com/2011/09/27/spazi-aperti-per-le-parole/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 12:55:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>irefusi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[C.S.O.A. ex SNIA]]></category>
		<category><![CDATA[libreria L'Eternauta]]></category>
		<category><![CDATA[Logorroici]]></category>
		<category><![CDATA[Logos. Festa della parola]]></category>

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		<description><![CDATA[Da mercoledì 28 settembre a domenica 2 ottobre, lo spazio pubblico del C.S.O.A. ex SNIA Viscosa ospiterà la prima edizione di Logos – Festa della parola. Una kermesse multidisciplinare in cui case editrici, autori senza contratto, ricercatori, compagnie teatrali, film-makers, musicisti possono dialogare e riflettere sul linguaggio e la comunicazione, convinti dell’importanza della parola come [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=irefusi.wordpress.com&amp;blog=16913483&amp;post=323&amp;subd=irefusi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://irefusi.files.wordpress.com/2011/09/4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-332" title="4" src="http://irefusi.files.wordpress.com/2011/09/4.jpg?w=211&#038;h=300" alt="" width="211" height="300" /></a>Da mercoledì 28 settembre a domenica 2 ottobre, lo spazio pubblico del C.S.O.A. ex SNIA Viscosa ospiterà la prima edizione di Logos – Festa della parola.</p>
<p style="text-align:justify;">Una kermesse multidisciplinare in cui case editrici, autori senza contratto, ricercatori, compagnie teatrali, film-makers, musicisti possono dialogare e riflettere sul linguaggio e la comunicazione, convinti dell’importanza della parola come strumento principale della strutturazione (e destrutturazione) della realtà. Il tema scelto per questo primo anno è il lavoro, chiave di (s)volta che guida e a volte tiene in ostaggio la vita di milioni di persone, in particolare di chi lotta per vedersene riconosciuta la dignità o costruire una stabilità a tempo indeterminato per la propria vita.</p>
<p style="text-align:justify;">Anche la scelta di un luogo come il C.S.O.A. ex SNIA, struttura occupata e liberata dall’egemonia del profitto e che dal 1995 offre agli abitanti del quartiere servizi gratuiti di utilità sociale, assume un valore simbolico e un invito all’indipendenza. Insieme al Parco delle Energie, contenitori e contenuti prestano servizio alla parola e mostrano un modo significativo per comunicare.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;evento è organizzato, oltre che dall&#8217;ex SNIA, dalla libreria L&#8217;Eternauta e il &#8220;gruppo informale&#8221; LOGOrroici; trovate il dettaglio del programma e degli espositori all&#8217;indirizzo <a href="http://www.inventati.org/logos/">www.logosfest.org</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/irefusi.wordpress.com/323/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/irefusi.wordpress.com/323/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/irefusi.wordpress.com/323/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/irefusi.wordpress.com/323/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/irefusi.wordpress.com/323/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/irefusi.wordpress.com/323/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/irefusi.wordpress.com/323/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/irefusi.wordpress.com/323/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/irefusi.wordpress.com/323/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/irefusi.wordpress.com/323/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/irefusi.wordpress.com/323/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/irefusi.wordpress.com/323/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/irefusi.wordpress.com/323/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/irefusi.wordpress.com/323/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=irefusi.wordpress.com&amp;blog=16913483&amp;post=323&amp;subd=irefusi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		</media:content>
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		<item>
		<title>Buon compleanno Malcolm</title>
		<link>http://irefusi.wordpress.com/2011/09/26/buon-compleanno-malcolm-storia-di-un-eroe-pigro/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 13:49:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Salustri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Buon compleanno Malcolm]]></category>
		<category><![CDATA[David Whitehouse]]></category>
		<category><![CDATA[ISBN]]></category>

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		<description><![CDATA[Se era così che io percepivo il prurito noioso del conformismo, per Mal doveva essere un&#8217;agonia che non poteva prolungare. Stavamo solo aspettando che il bisogno di grattarci diventasse troppo forte per resistervi. Malcolm Ede ha venticinque anni quando decide di mettersi a letto. Stanco e impaurito da una vita al verbo infinito (“risparmiare, pagare, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=irefusi.wordpress.com&amp;blog=16913483&amp;post=315&amp;subd=irefusi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="right"><em>Se era così che io percepivo il prurito noioso del conformismo, per Mal doveva essere un&#8217;agonia che non poteva prolungare. Stavamo solo aspettando che il bisogno di grattarci diventasse troppo forte per resistervi.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://irefusi.files.wordpress.com/2011/09/malcolm.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-316" title="malcolm" src="http://irefusi.files.wordpress.com/2011/09/malcolm.jpg?w=92&#038;h=150" alt="" width="92" height="150" /></a>Malcolm Ede ha venticinque anni quando decide di mettersi a letto. Stanco e impaurito da una vita al verbo infinito (“risparmiare, pagare, fare figli, lavorare”), da quella posizione non si sposterà più.<br />
La sua scelta cambia per forza di cose gli equilibri familiari, da quel giorno pensati in funzione delle sue esigenze e ribaltati a causa di ciò che succede attorno a lui: il richiamo mediatico, la sua ex che per stargli vicino pianta la tenda nel giardino di casa sua, la roulotte in cui sono costretti a trasferirsi i genitori per far spazio dentro casa alla sua mole crescente…<br />
Dietro questa idea originale e questa famiglia sgangherata c&#8217;è il talento di David Whitehouse, che colpisce e ammalia, dimostrando capacità e intuizioni che gli sono valsi anche il premio come miglior opera prima per la narrativa inedita al “To hell with Prizes”.<br />
Ora <a href="http://isbnedizioni.it/buon-compleanno-malcolm/" target="_blank"><em>Buon compleanno Malcolm</em></a> arriva in Italia, edito da <a href="http://isbnedizioni.it/" target="_blank">ISBN</a>, e ci regala il suo linguaggio diretto e risoluto, pungente, che non disdegna però di sciogliersi spesso e volentieri attraverso il fantasioso e numeroso utilizzo di articolate metafore.<br />
Whitehouse dimostra così di saper giocare con la scrittura, alternando il registro come su un’altalena e stimolando il lettore con una storia originale, affascinante e allo stesso tempo piena di sentimento. Ogni capitolo un flash, in un susseguirsi di istantanee che ripercorrono a ritroso nel tempo le vicende di tutta la famiglia attraverso la voce narrante del fratello di Mal (personaggio di cui non sembra necessario conoscere il nome) che guida il lettore nella storia con passione e autorevolezza oltrepassando i limiti del suo ruolo di spalla del protagonista, il quale calamita attorno a sé l’attenzione di tutti i presenti.<br />
Quella di Malcolm è una scelta che sa di egoismo e frustrazione, ma che solo apparentemente distrugge, visto il nuovo senso che la vita di ognuno dei protagonisti assume ogni giorno che lui passa nella propria stanza protetto dal mondo esterno. Così, se da un lato Mal rinuncia a confrontarsi con la triste quotidianità, è comunque in grado, a modo suo, di donare agli altri qualcosa di speciale, regalando a ognuno una nuova chance per riabilitare le proprie memorie e i propri percorsi; con la madre che può finalmente dedicarsi <em>tout court</em> alla cura del figlio nutrendolo morbosamente; il padre, uno che sa cosa vuol dire “sgobbare”, a cui torna la forza e la speranza in grado di fargli dimenticare un grave incidente sul lavoro di cui si sente responsabile e il fratello a cui viene fatto, indirettamente, il dono più grande: l’amore della bella Lou.<br />
E se tutto questo non gli basterà certo a cambiare il mondo come avrebbe voluto, per Malcolm Ede sarà comunque stata l’occasione di dare e di darsi un senso, la maniera per trovare finalmente una via di fuga, il modo per ribellarsi ai soliti canoni e alle ristrettezze di una vita da gregario a cui la società lo ha relegato, destino condiviso con un’intera generazione… e allora: buon compleanno, Malcolm!</p>
<p style="text-align:justify;">David Whitehouse, <em>Buon compleanno Malcolm</em>, ISBN, Milano 2011</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/irefusi.wordpress.com/315/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/irefusi.wordpress.com/315/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/irefusi.wordpress.com/315/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/irefusi.wordpress.com/315/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/irefusi.wordpress.com/315/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/irefusi.wordpress.com/315/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/irefusi.wordpress.com/315/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/irefusi.wordpress.com/315/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/irefusi.wordpress.com/315/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/irefusi.wordpress.com/315/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/irefusi.wordpress.com/315/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/irefusi.wordpress.com/315/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/irefusi.wordpress.com/315/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/irefusi.wordpress.com/315/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=irefusi.wordpress.com&amp;blog=16913483&amp;post=315&amp;subd=irefusi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Aspetta primavera, Lucky. L’editoria ai tempi del brand</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 09:55:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Salustri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Aspetta primavera Lucky]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Socrates]]></category>
		<category><![CDATA[Flavio Santi]]></category>
		<category><![CDATA[Luciano Bianciardi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ha ragione Adamantino: un brand, bisogna diventare un brand, puntare al brand. Io mi accontenterei anche di un brandy. Brandy Vecchia Romagna, etichetta nera. Essere un lavoratore dell’editoria del terzo millennio significa, in gran parte dei casi, soffrire di una crisi che da ormai troppo tempo investe il settore. Essere un lavoratore dell’editoria autonomo, altrimenti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=irefusi.wordpress.com&amp;blog=16913483&amp;post=293&amp;subd=irefusi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;" align="right"><em>Ha ragione Adamantino: un brand, bisogna diventare un brand, puntare al brand.<br />
Io mi accontenterei anche di un brandy. Brandy Vecchia Romagna, etichetta nera.</p>
<p></em></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://irefusi.files.wordpress.com/2011/09/aspettaprimaveralucky.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-295" title="aspettaprimaveralucky" src="http://irefusi.files.wordpress.com/2011/09/aspettaprimaveralucky.jpg?w=107&#038;h=150" alt="" width="107" height="150" /></a>Essere un lavoratore dell’editoria del terzo millennio significa, in gran parte dei casi, soffrire di una crisi che da ormai troppo tempo investe il settore. Essere un lavoratore dell’editoria autonomo, altrimenti detto freelance, invece può anche significare di vivere in crisi economica ed esistenziale per 350 giorni all’anno (dal conto si possono provare a escludere le feste comandate che servono pur sempre a dare un po’ di sollievo). Soldi da racimolare per pagare l’affitto e notti insonni a cercare di farsi venire una benedetta idea che permetta di cambiare le cose; tempo e denaro spesi tra brunch e happy hour a cui partecipare per conoscere le “persone giuste”, e-mail inviate senza ricevere quasi mai risposta e tante forze impiegate a cercare di recuperare crediti per lavori svolti tre o quattro (se tutto va bene) mesi prima.</p>
<p style="text-align:justify;">È la dura vita dei lavoratori dell’“industria” editoriale; spesso senza diritti contrattuali, ma non esenti dal dover rispettare tempi di consegna da maratoneti e sempre alla ricerca di nuovi appigli cui aggrapparsi per non scomparire nel grande buco nero dell’anonimato.</p>
<p style="text-align:justify;">È quella stessa dura vita raccontata sarcasticamente e con gran talento da Flavio Santi nel suo <a href="http://www.edizionisocrates.com/Luminol/luminol_aspetta.html" target="_blank"><em>Aspetta primavera, Lucky</em></a>, romanzo uscito a inizio anno per inaugurare “Luminol”, la nuova collana dei tipi della <a href="http://www.edizionisocrates.com/" target="_blank">Socrates</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Un libro che, scimmiottando il titolo e il personaggio di fantiana memoria e accostandosi alla <em>Vita agra</em> di Bianciardi, ci guida in un mondo fatto di licenziamenti di bravi direttori editoriali per far posto al raccomandato di turno e di bollette scadute; di conduttori televisivi che si occupano di libri senza averne mai letto uno e di scrittori ormai vittime del loro essere diventati brand. Il talentuoso traduttore Fulvio Sant, alter ego dell’autore, è così costretto a rifugiarsi “mettendo la testa sotto terra”, come fanno gli struzzi, tappandosi le orecchie e cercando di (r)esistere, pesando quotidianamente le proprie traduzioni per capire se il numero di pagine basterà per luce, gas e telefono a fine mese.</p>
<p style="text-align:justify;">Gli incontri con i personaggi grotteschi che popolano le scrivanie che contano, editori che non pagano (e a voler cercare il pelo nell’uovo ci sarebbe da chiedere all’autore il perché della scelta di non fare i nomi in un libro in cui i riferimenti a cose e persone sono tutt’altro che casuali), una compagna fissa e una con cui soddisfare i bisogni sessuali, la scrittura destrutturata tra il ghostwriting e i mille corsi per improbabili studenti universitari pur di farla diventare pane quotidiano… la vita di Fulvio Sant è tutto quello che non si sarebbe mai aspettato di dover affrontare dopo gli studi, le lauree e i master conquistati con sudore nel tempo. Ma la realtà che emerge dalle pagine di questo piccolo dramma generazionale è ben più amara e allora, a ben vedere, è lui che può permettersi di aggiornare proprio l’autore della <em>Vita agra</em> su quello che è diventato il “suo” mondo oggi:<em> </em>«Caro Bianciardi, tu non puoi saperlo, ma noi siamo la prima generazione di intellettuali-operai. Che buffo, una volta Flaiano ha scritto: “Non ci restano che gli artisti a voler sembrare operai”. Adesso lo siamo diventati per davvero, e non per posa snobistica. […] Senza soldi, senza futuro e senza nulla da perdere e da rimpiangere». Già, una realtà decisamente amara e un libro da far leggere a tutti quelli che, al primo incontro, sono abituati a chiederti: «E tu che lavoro fai?».</p>
<p style="text-align:justify;">Flavio Santi, <em>Aspetta primavera, Lucky</em>, Socrates, Roma 2011</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/irefusi.wordpress.com/293/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/irefusi.wordpress.com/293/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/irefusi.wordpress.com/293/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/irefusi.wordpress.com/293/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/irefusi.wordpress.com/293/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/irefusi.wordpress.com/293/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/irefusi.wordpress.com/293/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/irefusi.wordpress.com/293/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/irefusi.wordpress.com/293/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/irefusi.wordpress.com/293/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/irefusi.wordpress.com/293/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/irefusi.wordpress.com/293/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/irefusi.wordpress.com/293/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/irefusi.wordpress.com/293/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=irefusi.wordpress.com&amp;blog=16913483&amp;post=293&amp;subd=irefusi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Album da disegno, la resa del buio</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 14:11:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvia Guerri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Aìsara]]></category>
		<category><![CDATA[Adrian Chivu]]></category>

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		<description><![CDATA[In un nucleo familiare ristretto, composto da padre, madre, figlio e nonna, il divorzio genera corruzione e morbosità nei rapporti di sangue. L’album da disegno diventa così lo spazio per liberare le ansie interiori generate da un ambiente in lenta disgregazione mentre la tensione della separazione e la diversità del ragazzo, vissuta come senso di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=irefusi.wordpress.com&amp;blog=16913483&amp;post=283&amp;subd=irefusi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://irefusi.files.wordpress.com/2011/09/album1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-288" title="Album da disegno" src="http://irefusi.files.wordpress.com/2011/09/album1.jpg?w=96&#038;h=150" alt="" width="96" height="150" /></a>In un nucleo familiare ristretto, composto da padre, madre, figlio e nonna, il divorzio genera corruzione e morbosità nei rapporti di sangue. L’album da disegno diventa così lo spazio per liberare le ansie interiori generate da un ambiente in lenta disgregazione mentre la tensione della separazione e la diversità del ragazzo, vissuta come senso di colpa o come ingiustizia terrena, portano i personaggi a generare azioni e rancori irreversibili.</p>
<p style="text-align:justify;">A raccontare è il figlio, che mette in fila una serie di immagini e dialoghi fuori da ogni ordine cronologico. Egli osserva con sguardo bianco lo sgretolarsi del rapporto dei genitori e sopporta malamente i continui attacchi della nonna (che lo ritiene causa del divorzio), le sue violenze verbali e fisiche, mentre l’odio per questa cresce ed esplode.</p>
<p style="text-align:justify;">Spogliando di un velo dopo l’altro il racconto dalle immagini mentali e dalle fantasie del narratore, ricostruendo faticosamente una linearità temporale, che il racconto frammenta e ricompone in struttura poligonale, scopriamo segreti pesanti e colpe profonde nel nucleo familiare. Capiamo che la madre, colpita dalla solitudine e depressione dell’abbandono, si lascia andare a un rapporto edipico con il figlio, che il padre ha una relazione con l’educatrice del ragazzo e che questi, pressato dall’atmosfera insana della casa, in un momento confuso tra sogno e consapevolezza, uccide la nonna.</p>
<p style="text-align:justify;">Dopo la scomparsa dell’anziana, il suo rapporto con lei (col suo fantasma che continua a svolgere le casalinghe azioni quotidiane) migliora, mentre la madre, intuendo quello che può aver commesso il figlio, si lascia morire lentamente.</p>
<p style="text-align:justify;">Le forme di dissociazione e autismo del ragazzo diventano frammentarietà narrativa, scrittura minimale e poetica a cui si aggiunge un’acutezza inaspettata che sgorga dalla sua innocenza amorale. Alla semplicità e povertà dei dialoghi degli adulti si oppone una ricercatezza nelle similitudini e nella sensibilità linguistica a volte quasi esageratamente estetica.</p>
<p style="text-align:justify;">È una scrittura fertile che genera immagini, che talvolta si chiude su di sé, altre invece spicca voli forse fuori dalla sua portata, ma non resta vuota, accarezza e taglia la realtà con lo sguardo pulito del protagonista, che è fuori dalla vanità del giudizio, ma conosce l’odio come risposta alla violenza inflittagli dalla nonna a causa della sua menomazione. Capro espiatorio di vecchie credenze, la vittima diventa carnefice e cancella dalla propria coscienza il peccato, tentando semplicemente di riportare l’ordine eliminando chi riversa il proprio rancore e la propria insoddisfazione sulle vite degli altri.</p>
<p style="text-align:justify;">Chivu, attraverso questi elementi di frammentarietà e utilizzando lo sguardo apparentemente bidimensionale di chi non comprende la necessità dei sotterfugi e dell’autoinganno, riesce a rendere l’universo mentale di un ragazzo “diverso”, la cui vita gira attorno alle poche persone note (madre, padre ed educatrice), che si rifugia nella certezza di alcuni elementi (i biscotti, i colori, l’albero, i bisogni fisiologici, il centro educativo) quando la realtà attorno perde i confini e acquisisce molteplici chiavi di lettura.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma «la verità è la bugia alla quale decidi di credere», così chi muore non va via, ma resta con noi, possiamo toccarlo, cenarci insieme, ascoltarne ancora i consigli e credere fermamente che le cose vadano esattamente nel modo in cui dovrebbero andare.</p>
<p style="text-align:justify;"> Adrian Chivu, <em>Album da disegno</em>, Aìsara, Cagliari 2011</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/irefusi.wordpress.com/283/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/irefusi.wordpress.com/283/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/irefusi.wordpress.com/283/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/irefusi.wordpress.com/283/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/irefusi.wordpress.com/283/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/irefusi.wordpress.com/283/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/irefusi.wordpress.com/283/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/irefusi.wordpress.com/283/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/irefusi.wordpress.com/283/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/irefusi.wordpress.com/283/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/irefusi.wordpress.com/283/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/irefusi.wordpress.com/283/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/irefusi.wordpress.com/283/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/irefusi.wordpress.com/283/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=irefusi.wordpress.com&amp;blog=16913483&amp;post=283&amp;subd=irefusi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Aggiornamenti</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 14:53:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>irefusi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Refusando]]></category>
		<category><![CDATA[Arzibanda]]></category>
		<category><![CDATA[Citofonare Interno 7]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Carrano]]></category>
		<category><![CDATA[Tropea e dintorni]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuovi file da salvare con nome e nuovi colori da impostare in questi giorni arroventati. Proprio ieri abbiamo chiuso infatti la versione definitiva della nuova copertina preparata per la giovanissima Citofonare Interno 7, che con Tropea e dintorni dalla A alla Z inaugura Abbecedario, la sua seconda collana dedicata alle “guide emozionali”; si parte da [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=irefusi.wordpress.com&amp;blog=16913483&amp;post=266&amp;subd=irefusi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Nuovi file da salvare con nome e nuovi colori da impostare in questi giorni arroventati. Proprio ieri abbiamo chiuso infatti la versione definitiva della nuova copertina preparata per la giovanissima <a href="http://citofonareinterno7.wordpress.com/la-casa-editrice/" target="_blank">Citofonare Interno 7</a>, che con <em>Tropea e dintorni dalla A alla Z</em> inaugura <strong>Abbecedario</strong>, la sua seconda collana dedicata alle “guide emozionali”; si parte da quella sulla Costa degli Dei, scritta da Maria Carrano, poi arriveranno in sequenza Lecce e Roma.</p>
<p style="text-align:justify;">Nell’attesa delle prime copie calde di stampa i <a href="http://www.refusi.com" target="_blank">Refusi</a> continuano intanto a leggere su fogli riciclati e a battere sui tasti, che pure se fuori i corpi evaporano al sole e dentro c’è bisogno di tenere le serrande abbassate per tentare di rinfrescarsi un po’ c’è da chiudere tutto in fretta in vista della nostra presenza alla quindicesima edizione di <a href="http://www.arzibanda.it" target="_blank">Arzibanda</a>!</p>
<p style="text-align:justify;">Buon caldo a tutti.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://irefusi.files.wordpress.com/2011/07/tropea.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-267" title="Tropea" src="http://irefusi.files.wordpress.com/2011/07/tropea.jpg?w=217&#038;h=300" alt="" width="217" height="300" /></a></p>
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